Ascophyllum nodosum, attivita’ sulla flora batterica del cavo orale del cane e del gatto

Negli ultimi anni, le patologie del cavo orale di cani e gatti sono divenute oggetto di crescente interesse in ambito veterinario, dato che circa l’80% degli animali è interessato da patologie dentali entro i primi 3 anni di vita . Per varie ragioni, le patologie periodontali degli animali domestici rappresentano un punto chiave per la loro salute generale: in relazione alla correlazione tra patologie periodontali e cardiopatie, nefropatie ed flogosi sistemiche (3,4). In quest’ottica, la ricerca si è concentrata sull’identificazione e la classificazione delle popolazioni batteriche e protozoarie prevalenti nel cavo orale di cani e gatti, al fine di comprendere meglio il processo di sviluppo della placca (1). La flora batterica normalmente presente nel cavo orale di esseri umani e cani è dissimile: in Medicina Veterinaria dunque, non sono direttamente applicabili i riscontri ottenuti in campo umano, dato che la patogenesi delle patologie periodontali può non essere sovrapponibile (1,2). Poiché la deposizione della placca è considerata la base del problema nella maggioranza dei casi (1), la prevenzione gioca un ruolo chiave nel contrastare l’insorgenza delle patologie correlate.

Il trattamento a base di antibiotici – inizialmente caldeggiato – esita in una transitoria riduzione della carica batterica e dell’infiammazione associate al problema, ma non è efficace né proponibile per il controllo a lungo termine (6,7). La necessità di trovare una soluzione a lungo termine, a basso o nullo impatto sistemico e di provata efficacia topica, ha indirizzato le ricerche sull’impiego di presidi naturali.

L’Ascophyllum Nodosum (AN) è un’alga marina nota per le numerose proprietà benefiche, da attribuirsi alla sua particolare composizione chimica: i fucoidani in essa contenuti esercitano una significativa attività antinfiammatoria (9) e sono in grado di compromettere la crescita della flora batterica patogena all’interno del cavo orale, la relativa deposizione di placca e l’insorgenza di concrezioni solide (10, 11). Uno studio in vivo che ha coinvolto 60 cani di razza Beagle  con la somministrazione per os a lungo termine (88 giorni) di AN, ha confermato la riduzione di placca, infiammazione e deposizione di concrezioni solide in sede periodontale: i risultati sono stati correlati all’assorbimento intestinale, ed alla successiva concentrazione a livello di ghiandole salivari, di molecole attive nei confronti della flora orale patogena, quali appunto i fucoidani. Inoltre è indubbio che l’abbassamento del pH dovuto all’assunzione dell’integrazione alimentare con AN abbia determinato l’instaurarsi di un ambiente orale sfavorevole alla sopravvivenza dei patogeni  (8). L’attività antibatterica dei suddetti polisaccaridi solforati è stata indagata anche in vitro: i fucoidani estratti da AN hanno dimostrato una significativa attività inibitoria nei confronti di S. Aureus, L. Monocytogenes, E. Coli e Salmonella Typhimurium (10). In un ulteriore studio in vitro è stata esaminata l’attività batteriostatica e  battericida esercitata dai florotannini estratti da AN: questa si è dimostrata significativamente superiore all’attività dei florotannini terrestri, presumibilmente in relazione la maggior numero di gruppi idrossilici disponibili alla produzione di perossidi, estremamente tossici per i batteri (12). In conclusione, AN utilizzato quale integratore alimentare, si è dimostrato un valido supporto per il controllo dell’insorgenza di placca, infiammazione e patologie periodontali per cani e gatti.

 

BIBLIOGRAFIA

1 – Patel N., et al. “The Prevalence of Canine Oral Protozoa and Their Association with Periodontal Disease” Journal of Eukaryotic Microbiology 2017, 64, 286–292

2 – Sanguansermsri P. et al. “Exploring difference in subgingival microbial communities in dog and human periodontal diseases using DGGE technique.” The Thai Journal of Veterinary Medicine 47.1 (2017): 7.

3 – Glickman L. T., et al. “Evaluation of the risk of endocarditis and other cardiovascular events on the basis of the severity of periodontal disease in dogs.” Journal of the American Veterinary Medical Association 234.4 (2009): 486-494.

4 – Nabi S. U., et al. “Association of periodontitis and chronic kidney disease in dogs.” Cell 91 (2014): 9906958601.

5 – Lindinger M. I. “Reduced Dental Plaque Formation in Dogs Drinking a Solution Containing Natural Antimicrobial Herbal Enzymes and Organic Matcha Green Tea.” Scientifica 2016 (2016).

6 – Wikner S., et al. “The systemic effect of a food additive on dental plaque and calculus.” maantra.com

7 – Gatej S., et al. “Probiotics and Periodontitis–A Literature Review.” Journal of the International Academy of Periodontology 19.2 (2017): 42-50.

8 – Wikner S., et al. “Effets de l’Ascophyllum Nodosum sur l’halitosis, la plaque dentaire et la gingivite.”

9 – Chollet L. et al. “Fucoidans in Nanomedicine.” Marine Drugs 14.8 (2016): 145.

10 – Shannon E., et al. “Antibacterial Derivatives of Marine Algae: An Overview of Pharmacological Mechanisms and Applications.” Marine drugs 14.4 (2016): 81.

11 – Wikner, Sune. “Oral preparation containing seaweed for reduction of plaque and calculus.” U.S. Patent No. 7,125,555. 24 Oct. 2006.

12 – Wang Y., et al. “Sensitivity of Escherichia coli to seaweed (Ascophyllum nodosum) phlorotannins and terrestrial tannins.” Asian-Australas. J. Anim. Sci. 2009, 22, 238–245.



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